MOGLIANO VENETO NELLA RETE RE.A.DY: UN GESTO POLITICO PER UN CONFRONTO E L’INCLUSIONE

Martedì 3 marzo, il Consiglio Comunale di Mogliano Veneto ha approvato l’entrata della città nella Rete RE.A.DY., Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
Non sono passate le istanze ideologiche e reazionarie di chi sostiene una sola forma famigliare, a discapito delle altre. E’ stato respinto l’emendamento che voleva cancellare la formazione ed informazione per il personale scolastico, socio-assistenziale e sanitario, per paura che si potesse promuovere la “famiglia gender”.

ArciLesbica Queequilia plaude a questo risultato. Dopo Treviso, un altro comune della Marca ha voluto rendere pubblica la sua posizione, contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale ed identità di genere, e sostenendo un confronto con la cittadinanza e le associazioni, al fine di agire una politica di inclusione e rispetto delle differenze.

Auspichiamo che anche altri Comuni possano compiere questo passo, per rendere sempre più concreto e visibile la necessità di una sinergia tra Amministrazioni e tessuto sociale, per combattere insieme l’omotransfobia, e dare dignità alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali. Quella dignità, e parità di diritti, che il Parlamento ancora si ostina a non voler riconoscere.

Treviso, 4 marzo 2015

Il Direttivo
ArciLesbica Queerquilia

A FAVORE DI MOGLIANO VENETO NELLA RETE READY

Martedì 3 marzo ci sarà la discussione, in Consiglio comunale, per l’entrata del Comune di Mogliano Veneto nella Rete RE.A.DY, la rete delle Amministrazioni contro la discriminazione per orientamento sessuale ed identità di genere. Numerosi detrattori hanno lanciato l’allarme di una deriva gender della città, che porterebbe all’introduzione di un terzo sesso o nuove forme famigliari, nell’educazione dei minori.

I timori di queste persone sono prive di fondamento. Le differenti forme famigliari, da quelle monogenitoriali, alle ricomposte alle omogenitoriali, sono già esistenti ed appartenenti al tessuto sociale, composto anche da tutte le altre famiglie. Un’educazione più attenta in materia di prevaricazione, anche di matrice omofobica, di relazioni affettive e di una sessualità consapevole, può scardinare gli stereotipi generati da una cultura eterosessista ed omotransfobica.

Ricordiamo che la Rete RE.A.DY., alla quale hanno già aderito più di sessanta amministrazioni locali tra cui anche Treviso, Vicenza e Venezia, ha il preciso obiettivo di favorire politiche locali ed azioni che possano rispondere ai bisogni delle persone lgbt, in modo tale da sostenere una maggiore inclusività sociale e promuovere un clima di confronto e di superamento dei pregiudizi.

ArciLesbica Queerquilia sostiene e auspica che il Consiglio Comunale approvi l’entrata della città di Mogliano Veneto all’interno della Rete. Un gesto fortemente politico, che porta il Comune ad impegnarsi per la parità dei diritti e la piena dignità delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali. E a respingere, con forza, questa deriva reazionaria e ostile.

Treviso, 2 marzo 2015

Il Direttivo
ArciLesbica Queerquilia

#donnacomevuoi - 8 marzo 2015 - Treviso


LA STRUMENTALIZZAZIONE DEL VERONA PRIDE PER SCARAMUCCE LEGHISTE?

L’ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, ha dichiarato alla trasmissione radio “La Zanzara” che il primo cittadino di Verona, Flavio Tosi, ha detto sì al Pride nella città scaligera. Inoltre, che la sua volontà di correre per la poltrona di governatore della Regione contro Zaia non è ammissibile. Nelle sue dichiarazioni ha riportato, ancora una volta che le persone omosessuali, ree di esibizionismo, non appartengono al popolo veneto.

Nel 2007, allora vice sindaco di Treviso, aveva dichiarato che avrebbe ordinato alla polizia locale una “pulizia etnica dei culattoni”, e che a Treviso non c’era spazio per loro. Si riaccendere in Gentilini la fiamma omotransfobica in cui, per lui, la manifestazione di corpi ed identità, e in cui la rivendicazione dei diritti e degli amori lgbt sono solo ostentazione. 

Non ricordiamo che il sindaco della città scaligera avesse dato il patrocinio al Pride, o che lo stesso Comitato Pride l’avesse chiesto. Aveva, solamente, dichiarato l’apertura di un Registro per le unioni di fatto, eterosessuali e omosessuali.

Anche il Verona Pride è diventato argomento strumentalizzabile per scaramucce interne alla Lega?

Treviso, 1 Marzo 2015

Il Direttivo
ArciLesbica Queerquilia