Annullamento della trascrizione delle unioni lgbt, nel vuoto legislativo italiano

Secondo quanto previsto dal diktat del ministro degli Interni Alfano, la trascrizione delle nozze di una coppia omosessuale trevigiana sarà annullata. L’adempimento sarà attuato da un commissario e non dal sindaco di Treviso che, invece, invoca una legge nazionale.

Non è la prima volta che assistiamo a questo. Già in altre città italiane, da nord a sud, i sindaci hanno voluto dare un segno politico importante sancendo così, di fatto, la parità delle unioni omosessuali ed eterosessuali. E nelle stesse città la scure dell’imposizione ha portato all’annullamento e, in alcuni casi, anche ad una indagine contro alcuni primi cittadini, per non aver cancellato le trascrizioni.

Vogliamo ricordare che la giurisprudenza ha emesso numerose sentenze che sottolineano la necessità per le famiglie lgbt di avere gli stessi diritti di tutte le altre famiglie. Lo stesso Tribunale di Grosseto, nell’aprile del 2014, ha ribadito che la trascrizione del matrimonio di una coppia omosessuale non è contraria all’ordine pubblico. Anche l’Unione Europea chiede che tutti gli Stati membri riconoscano le unioni contratte all’estero, in base al principio della libera circolazione delle cittadine e dei cittadini.

Non è possibile che in Italia alcune famiglie non siano riconosciute, i diritti siano negati, e nulla venga fatto per porre fine a questo divario. Il vuoto legislativo italiano riflette l’incapacità di un Parlamento di essere davvero laico e libero da ideologie oscurantiste. Quando i diritti civili usciranno dallo status di privilegi?

Treviso, 31 gennaio 2015

Il Direttivo
ArciLesbica Queerquilia

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