Registro delle Unioni Civili: Treviso, ancora un passo avanti in un’Italia a due velocità

Apprendiamo con soddisfazione che il Consiglio Comunale di Treviso ha approvato, nella seduta straordinaria del 10 ottobre, il Registro delle Unioni Civili, per tutte le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali. 
Dopo l’entrata della città all’interno della rete RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), l’amministrazione, compie un’altra azione importante nella lotta alle discriminazioni per le cittadine ed i cittadini omosessuali.

Siamo consapevoli, però, che questo non basta, in un’Italia a due velocità. Da una parte la giurisprudenza continua a produrre sentenze a favore delle famiglie omogenitoriali e delle loro figlie e figli, grazie anche al primo caso di stepchild adoption. Dall’altra un Parlamento che non riesce a legiferare in materia di diritti civili, lasciando insabbiata una legge contro l’omo/transfobia e incapace di prendere una posizione netta rispetto le unioni civili o il matrimonio egualitario. Troviamo sconcertante, anche, che questo grave vuoto legislativo crei scompiglio e confusione per la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero, discriminando tutte le cittadine e cittadini europei omosessuali che vogliono vivere in Italia, oltre alle e agli italiani sposati all’estero.
Un'Italia non solo a due marce, ma anche fanalino di coda di un Europa che, in merito ai diritti civili universali, in alcuni paesi è già all'avanguardia, in altri, come anche gli ex paesi dell'Est, si stanno adeguando. Perché questa è l'unica via, i diritti civili non possono essere negati e dirsi un paese civile

Auspichiamo che le posizioni prese da molti sindaci e molte città, tra cui anche Treviso, in materia di parificazione dei diritti per le tutte le coppie, dia il coraggio alle nostre e ai nostri parlamentari di renderci un paese competitivo ed inclusivo in Europa. Perché il benessere non si misura solo attraverso l’economia ma, e soprattutto, nella possibilità, per ogni cittadina e cittadino, di raggiungere la piena autorealizzazione.


Il Direttivo

ArciLesbica Queerquilia

Treviso, 11 ottobre 2014


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