ArciLesbica Queerquilia è lieta di annunciare che è nato il nuovo Spazio Donna a Treviso!

A partire da venerdì 7 novembre noi ci saremo il primo e terzo venerdì di ogni mese, dalle 19:30 alle 20:30!
Vi aspettiamo in via Alzaia, 121 – Treviso.
La nostra presenza nello Spazio Donna si aggiunge alle consuete riunioni di Circolo, che si terranno invece sempre alle 21:00 al CSV. 

Cos’è lo Spazio Donna?
Circa un anno fa siamo state invitate dall’Assessorato alle pari opportunità del Comune di Treviso ad un incontro per sondare una possibile collaborazione, insieme a tutte le realtà associative operanti sul territorio per le donne e con le donne.
Appena qualche mese prima era stato inaugurato lo Sportello Donna: servizio aperto due mezze giornate alla settimana e rivolto a tutte le donne con situazioni “difficili”, familiari, lavorative, personali, ecc. Queste aperture erano garantite da operatrici preposte.
La domanda che l’Assessorato ci poneva era se secondo noi fosse possibile pensare ad un allargamento di questo servizio, attraverso la nostra presenza.
Dopo quasi un anno di lavoro del tavolo di progettazione e una “selezione naturale” siamo rimaste solo in 5 associazioni: noi, Telefono Rosa, CAV (Cento di Aiuto alla Vita), CNA pensionati e Artigianato Trevigiano.
Siamo fiere di annunciarvi che sabato 25 ottobre dalle 17:00 alle 19:30 ci sarà l’inaugurazione del nuovo Spazio Donna (non più sportello…ci piace l’idea che questo sia un luogo non solo di risposta ai bisogni, ma uno “spazio” da riempire).
E in questo nuovo Spazio Donna ArciLesbica Queerquilia ci sarà! Tutti i primi e terzi venerdì di ogni mese, dalle 19:30 alle 20:30.
Auspichiamo che questo contesto, più raccolto e intimo rispetto alle nostre riunioni quindi più “privato”, possa essere incoraggiante e rassicurante per coloro che vivono l’omosessualità come una situazione “difficile” o che hanno semplicemente bisogno di avvicinarvisi o viverla in “punta di piedi”, per i motivi più disparati.
Potrebbe anche essere solo un primo contatto, prima di avvicinarsi al Circolo…
Come detto sopra inizieremo questa avventura il 7 novembre…vi aspettiamo!

REGIONE VENETO: APPROVATA UNA MOZIONE INTRISA DI IDEOLOGIA ED ETEROSESSISMO

Apprendiamo con sconcerto l’approvazione in Consiglio Regionale della mozione “La famiglia quale nucleo naturale e fondamentale della società: la Regione celebri la“Festa della Famiglia”, presentata il 4 luglio e votata da Lega Nord, ForzaItalia, NCD e UDC, il 14 ottobre. Ciò comporterà sia che la Regione istituirà una “Festa della Famiglia Naturale” fondata sull’unione tra uomo e donna, sia la promozione in ogni ambito (sociale, culturale e scolastico) di questo modello e l’impegno di chiedere al Parlamento di non attuare il Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa redatto dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nel 201 2all’unanimità la stessa Regione votò una mozione, senza però risvolti applicativi, per la promozione a livello regionale della giornata control’omo/lesbo/transfobia. Questa mozione si prefiggeva di incentivare la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna delle discriminazioni basate su orientamento sessuale ed identità di genere. Tutto ciò anche in collaborazione con le associazioni territoriali ed inoltre sollecitando il Parlamento ad approvare una legge in difesa delle persone lgbt vittime di discriminazione.

Questo è un grave passo indietro, intriso di ideologia ed eterosessismo. Si evince, in modo chiaro ed inequivocabile, che la famiglia qui intesa è una ed unica,eterosessuale e procreativa, e che come tale deve essere tutelata ad ogni costo dalla minaccia di altre forme di famiglia, peraltro già esistenti nella società italiana. La mozione approvata oggi chiede che nelle scuole, luogo deputato all’apprendimento, alla promozione del benessere e alla valorizzazione della dimensione relazionale, non sia possibile parlare di sessualità né della possibilità di concepire la società come inclusiva e non etero-centrica,incentivando quindi un’unica visione ricca di stereotipi e di tabù.

Riteniamo che il testo votato sia in aperta contraddizione con quello votato nel 2012. Inoltre legittima le posizioni di quelle frange oscurantiste e reazionarie che negano la pluralità delle espressioni familiari a favore di un modello assunto come unico e granitico, che non trova riscontro nella società attuale. Famiglie monogenitoriali, ricomposte e omogenitoriali sono parte del tessuto sociale, in cui e con cui bambine e bambini crescono e si relazionano.

Crediamo sia doveroso riprendere e riflettere? anche dichiarazione del prof. Giardina,presidente dell’Ordine nazionale degli psicologi, rilasciata il 20 settembre scorso in merito alle famiglie omogenitoriali: “"Non è certamente la doppia genitorialità a garantire uno sviluppo equilibrato e sereno dei bambini,ma la qualità delle relazioni affettive. Da tempo infatti, la letteratura scientifica e le ricerche in quest'ambito sono concordi nell'affermare che il sano ed armonioso sviluppo dei bambini e delle bambine, all'interno delle famiglie omogenitoriali, non risulta in alcun modo pregiudicato o compromesso.
La valutazione delle capacità genitoriali stesse sono determinate senza pregiudizi rispetto all'orientamento sessuale ed affettivo.
Ritengo pertanto, che bisogna garantire la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali al pari di quelle etero‐composte senza discriminazioni e condizionamenti ideologici ".

Treviso, 15 ottobre 2014

Il Direttivo
ArciLesbica Queerquilia

Registro delle Unioni Civili: Treviso, ancora un passo avanti in un’Italia a due velocità

Apprendiamo con soddisfazione che il Consiglio Comunale di Treviso ha approvato, nella seduta straordinaria del 10 ottobre, il Registro delle Unioni Civili, per tutte le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali. 
Dopo l’entrata della città all’interno della rete RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), l’amministrazione, compie un’altra azione importante nella lotta alle discriminazioni per le cittadine ed i cittadini omosessuali.

Siamo consapevoli, però, che questo non basta, in un’Italia a due velocità. Da una parte la giurisprudenza continua a produrre sentenze a favore delle famiglie omogenitoriali e delle loro figlie e figli, grazie anche al primo caso di stepchild adoption. Dall’altra un Parlamento che non riesce a legiferare in materia di diritti civili, lasciando insabbiata una legge contro l’omo/transfobia e incapace di prendere una posizione netta rispetto le unioni civili o il matrimonio egualitario. Troviamo sconcertante, anche, che questo grave vuoto legislativo crei scompiglio e confusione per la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero, discriminando tutte le cittadine e cittadini europei omosessuali che vogliono vivere in Italia, oltre alle e agli italiani sposati all’estero.
Un'Italia non solo a due marce, ma anche fanalino di coda di un Europa che, in merito ai diritti civili universali, in alcuni paesi è già all'avanguardia, in altri, come anche gli ex paesi dell'Est, si stanno adeguando. Perché questa è l'unica via, i diritti civili non possono essere negati e dirsi un paese civile

Auspichiamo che le posizioni prese da molti sindaci e molte città, tra cui anche Treviso, in materia di parificazione dei diritti per le tutte le coppie, dia il coraggio alle nostre e ai nostri parlamentari di renderci un paese competitivo ed inclusivo in Europa. Perché il benessere non si misura solo attraverso l’economia ma, e soprattutto, nella possibilità, per ogni cittadina e cittadino, di raggiungere la piena autorealizzazione.


Il Direttivo

ArciLesbica Queerquilia

Treviso, 11 ottobre 2014


Riunione aperta


Venerdì 17 ottobre, dalle 21.00, presso il Centro Servizi per il Volontariato di Treviso, una nuova riunione di ArciLesbica Queerquilia.

Tutte le donne e simpatizzanti sono invitate a partecipare, per conoscerci e condividere insieme.

Per info:
email: info@arcilesbica-treviso.eu

Non mancate!


Per la Lega le famiglie venete non sono tutte uguali

Nelle prossime settimane la Lega Nord ri-presenterà in Consiglio Regionale una mozione che impegna la Giunta ad individuare una data per celebrare la "Festa della Famiglia Naturale, fondata sull’unione tra uomo e donna”.
Nulla da eccepire, se non fosse che il testo contiene, in realtà, affermazioni gravemente discriminatorie - sin dal titolo - e colpevoli di vera e propria disinformazione sul ddl Scalfarotto per il contrasto all’omotransfobia, sulla strategia dell’UNAR contro le discriminazioni e su altre delicate questioni oggetto di discussione negli ultimi mesi in Italia.
I consiglieri leghisti, ignorando la realtà dei fatti che vede una società multiforme e di certo non standardizzata, forzano l'assegnazione di etichette alle famiglie del Veneto, considerandone alcune come “naturali” e relegando tutte le altre, come ad esempio quelle composte da un solo genitore e dal proprio figlio, a subire il peso dell'etichetta di “innaturali”.
Allo stesso tempo, tra le premesse del testo in oggetto, leggiamo che “le istituzioni devono provvedere allo stanziamento di pubblici sussidi al fine di garantire ai genitori un’effettiva libertà” di scelta della scuola per i propri figli; il che significa che la Regione Veneto dovrebbe finanziare maggiormente le scuole private, richiesta davvero infelice in un momento così difficile per la scuola pubblica.

L'istituzione della “Festa della Famiglia Naturale, fondata sull’unione tra uomo e donna” sortirebbe il risultato di celebrare un concetto aleatorio e astratto, strumentalizzato dai redattori della mozione al fine di discriminare chiunque non rientri in tali dettami: una vedova che vive coi suoi figli, una coppia non ancora sposata, due persone dello stesso sesso che si amano, secondo questa surreale mozione non sono “famiglia naturale”, perciò non sono degni di essere festeggiati.
Infine, la mozione arriva addirittura a chiedere al Governo di non applicare il Documento standard per l’educazione sessuale redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpevole - a detta dei firmatari - di un approccio alla sessualità e alle relazioni sentimentali privo di stereotipi: forse che i leghisti preferiscono che i figli crescano in modo inconsapevole, vivendo relazioni intrise di tabù?

Siamo quindi a chiedere alle Consigliere e Consiglieri Regionali: 
- di non appoggiare una mozione che ricondurrebbe all'oscurantismo dei diritti civili, e che si oppone anacronisticamente all’evoluzione sociale, ad una visione comunitaria inclusiva, nonché alle direttive nazionali ed internazionali in materia; 
- di prendere atto di quali siano le effettive peculiarità, l'evoluzione, la varietà e le differenze già esistenti nella società in cui viviamo;
- di dare finalmente corpo e veridicità alla mozione contro l'omotransfobia approvata unanimemente dalla Regione Veneto nel febbraio del 2012, ma che ancora da allora attende di essere concretizzata. 

Ci aspettiamo che il Consiglio Regionale dimostri che il voto unanime del 2012 non fu il canto del cigno dei diritti civili in Veneto, ma che al contrario la Regione faccia fede all'impegno preso di dar vita ad iniziative volte alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica verso la cultura delle differenze e verso l'inclusione dei diversi modelli di famiglia.
Non vi siano altri fini se non di contrastare con forza gli atteggiamenti e i comportamenti di natura omofobica e transfobica, condannando fermamente anche le prese di posizione di chi gioca sulla pelle dei cittadini per ragioni puramente ideologiche, con la vergognosa responsabilità di istigare all'odio e alla discriminazione.

 Mercoledì, 01 ottobre 2014

AGEDO Triveneto
Antéros LGBTI Padova
Arcigay Pianeta Urano Verona
Arcigay Politropia Rovigo
Arcilesbica L' Araba Fenice Verona
Arcilesbica Il Riparo Padova
Arcilesbica Queerquilia Treviso
Associazione 15 GIUGNO-Arcigay Vicenza
Associazione DELOS Vicenza
Associazione Lieviti
Centro Milk Verona
Circolo Pink Verona
Circolo Tondelli LGBTI
Circolo UAAR di Verona
Famiglie Arcobaleno
LGBTE Veneto Orientale
Rete Genitori Rainbow
Romeo In Love
Shake LGBTE Conegliano
Tralaltro Arcigay Padova

Petizione change.org