Riunione aperta




Venerdì 21 febbraiodalle 21.00, presso il Centro Servizi per il Volontariato di Treviso, una nuova riunione di ArciLesbica Queerquilia.

Tutte le donne e simpatizzanti sono invitate a partecipare, per conoscerci e condividere insieme.

Durante la serata, per chi volesse, ci sarà la possibilità di tesserarsi.
Il costo della tessera è di 15 € ed è valida fino al 31 dicembre 2014.

Per info:
email: info@arcilesbica-treviso.eu
facebook: Circolo ArciLesbica Treviso Queerquilia


Non mancate!

ArciLesbica (Gramolini) 14 febbraio buona Santa Valentina, cartolina in distribuzione in 20 città




Nel giorno della festa degli innamorati le attiviste di ArciLesbica distribuiranno nelle piazze, stazioni, vie centrali di 20 città italiane una cartolina che festeggia l'amore, che è una meraviglia che capita anche tra due donne, benché non narrato, non celebrato, non approvato, nonostante tutto capita.

“L'amore prende i suoi diritti, le persone innamorate sono positive, per se' e per gli altri costruttive. Se tutti fossero innamorati – dichiara Cristina Gramolini segretaria nazionale ArciLesbica - vivremmo in una società senza violenza. Le crociate contro l'amore  tra due donne e tra due uomini sono la guerra permanente di pensatori tristi, che tuttavia non hanno impedito e mai impediranno a donne come noi di dire: "Io la amo". Non è una colpa, non è una malattia, non è un problema, non è un pericolo. E' incontro di soggetti differenti, che trovano un motivo per dare il meglio di se': auguriamo a tutte e a tutti di essere innamorati”.

Nasce il Gruppo Sordi LGBTIQ Veneto




Ciao a tutte,

sono una socia di ArciLesbica Queerquilia.

Da anni studio la cultura sorda e le lingue dei segni italiana e americana.

In queste righe, senza grandi pretese, vorrei darvi qualche breve informazione sull'argomento per far emergere alcune sfumature della nostra bandiera arcobaleno.
In Italia uno su mille è sordo o sorda.
Il novantacinque dei bambini\e sorde nasce da famiglie udenti.
Parte della comunità sorda utilizza come lingua madre la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e non l'italiano. E' una lingua a tutti gli effetti che, malgrado le sollecitazioni della comunità europea, non è ancora stata riconosciuta come tale dal nostro Stato. I sordi da anni lottano per il diritto alla comunicazione in LIS e al servizio di interpretariato LIS, per i sottotitoli nella TV italiana e tanto altro nell'indifferenza dalla comunità italiana.
La discriminazione dei sordi da parte del mondo degli udenti è qualcosa di profondamente radicato nell'ignoranza e presunzione, come la stessa discriminazione nei confronti dell'omosessualità.
Come tra gli udenti, anche tra i sordi l'omosessualità è presente, è repressa, e osteggiata dalla comunità. Far parte di una minoranza dove l'informazione non è una cosa scontata, ma una battaglia quotidiana rende l'omosessualità e la sua libera espressione qualcosa di davvero difficile da gestire e comunicare.

Per questo motivo l'anno scorso ho creato assieme ad un gruppo di sordi e sorde un video contro l'omofobia in LIS per denunciare attraverso una lingua ANCORA NON LINGUA i pregiudizi della società italiana nei confronti della diversità nelle sue molteplici manifestazioni, dall'omosessualità alla sordità. Il video ha creato tra i sordi la voglia di uscire allo scoperto alla luce del sole, malgrado le difficoltà e i problemi di integrazione che devono affrontare tutti i giorni con gli udenti. Qualche settimana fa parte dei sordi che avevano partecipato al primo video hanno deciso di costituirsi come gruppo ufficiale di gay sordi in Veneto per diventare un nuovo punto di riferimento per i sordi e le sorde. Il gruppo è su Facebook con il nome SORDI LGBTIQ VENETO.
Abbiamo fatto quindi un secondo video (in LIS con i sottotitoli) invitando tutti i sordi e le sorde interessate a far parte del gruppo iscrivendosi su Facebook per poter partecipare al nostro primo appuntamento che sarà il 21 marzo in veneto.

La speranza è che i sordi non rimangano chiusi nel gruppo virtuale, ma che vengano all'appuntamento nella vita reale. Chi verrà vedrà!


Il mondo è cambiato, anche nelle fiabe? Le associazioni e le persone LGBTQI del Veneto sono con Camilla Seibezzi

10 febbraio 2014

C’è un mondo che va avanti che guarda oltre e si confronta con la realtà in cui vive; e un altro che vuole rimanere ancorato a un passato culturale e sociale che ormai sta cambiando, con nuovi modelli di famiglie/*. Modelli che però spaventano proprio perché scardinano una parte della nostra società ancorata a simboli culturali “normalizzanti”.
Crediamo che il percorso intrapreso da Camilla Seibezzi, delegata del Sindaco di Venezia ai diritti civili e alle politiche contro le discriminazioni, vada in questa direzione: aggiornare tutta una serie di strumenti culturali che stanno cambiando e che sicuramente possono essere un arricchimento per tutte/i/*, anche per quelle famiglie tradizionali, cattoliche “normali” che hanno paura non tanto per le/i loro figlie/i ma per se stesse, paura di perdere quel terreno di sicurezze e privilegi che le ha poste al vertice della catena educativa della nostra società. Quei modelli non sono più i soli, ne esistono anche altre/i/*. Ecco che allora, anche nei linguaggi, tutto può e deve cambiare proprio partendo dal mondo delle/dei bambine/i/*, dalla scuola dove spesso nascono e si alimentano tutti i pregiudizi nei confronti del diverso o di nuovi modelli.

L’iniziativa di Camilla Seibezzi di sostituire i termini “padre” e “madre” con “genitore” sulla modulistica scolastica è stato per noi gruppi LGBTQI (lesbiche-gay-bisex-trans-queer-intersex) del Veneto un grande passo avanti verso una pluralità del concetto di famiglia, ma ci preoccupa in ogni caso il clima intimidatorio che le si è costruito intorno per un’altra sua iniziativa, quella di adottare nei nidi e nelle materne libri di fiabe in cui si parla di bambine/i/*  libere/i di giocare anche con giochi considerati “da maschio” (e viceversa), di coppie miste, genitori single, adozioni, bambine/i/* con due mamme o due papà.

Troviamo molto gravi le dichiarazioni del sindaco di Venezia Orsoni che in una intervista dichiara “La delega di Seibezzi è per la tutela dei Diritti civili e per le Politiche contro le discriminazioni, non per fare propaganda”. Ma di che propaganda parla Orsoni? Di cosa ha paura il primo cittadino di Venezia? Forse che le/i bambine/i/* apprendano che il mondo è cambiato anche nelle fiabe che si raccontano. Le affermazioni di Orsoni richiamano ciò che è avvenuto in Russia con la legge anti-gay contro la cosiddetta “propaganda omosessuale”, e come tali sono molto pericolose perché alimentano il clima d’odio nei confronti della comunità LGBTQI del Veneto, rischiando di giustificare istituzionalmente la violenza.

Le associazione e le persone LGBTQI(lesbiche-gay-bisex-trans-queer-intersex) del Veneto sono al fianco di Camilla Seibezzi: brava continua così, noi siamo con te.

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Circolo Pink GLBTQE - Verona
Arcigay Tralaltro - Padova
Politropia Arcigay - Rovigo
Gruppo Lieviti - Verona
D.E.L.O.S. - GRUPPO GLBTEQ VICENZA
ArciLesbica Queerquilia - Treviso
Arcilesbica Il Riparo - Padova
Ass. 15 GIUGNO-Arcigay Vicenza
Milk Lgbt Community Center Verona
Agedo Veneto
Collettivo Anguane
Arcilesbica Verona
Anteros LGBTI Padova
Arcigay Pianeta Urano Verona
SHAKE LGBTE - Conegliano

L’omofobia fuori da Treviso




Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, ha annunciato un convegno per il prossimo 22 febbraio a Treviso, per discutere di come l’estensione della legge Mancino possa minare la libertà e la famiglia. ArciLesbica Queerquilia prende posizione e condanna duramente le parole di Fiore e questo evento che alimentano l’omofobia. E’ fondamentale che l’Italia riconosca che l’omofobia è reale e va combattuta con leggi che condannino efficacemente le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere. Altresì, deve dare un pieno riconoscimento giuridico e la tutela a tutte le coppie, eterosessuali e omosessuali, senza nessuna distinzione. Treviso, città che si fregia della medaglia d’oro per il suo impegno antifascista, non può accogliere un tale convegno. Treviso sta cambiando, grazie anche ad un’Amministrazione attenta e al fianco dei soggetti che propongono la sensibilizzazione ed il confronto sui temi LGBT. Speriamo che il Comune neghi gli spazi ad iniziative che incoraggiano odio e discriminazione. Ed è nostra intenzione essere in prima linea con tutti coloro che, come noi, vogliono promuovere la parità di diritti, senza distinzione in base ad orientamento sessuale ed identità di genere.

Il Direttivo
ArciLesbica Queerquilia

Lettera aperta per le atlete e gli atleti che parteciperanno ai Giochi Olimpici invernali di Sochi.




ArciLesbica è una associazione da anni impegnata nella promozione della visibilità lesbica, dei pari diritti per le persone lesbiche gay bisessuali transessuali e transgender, nella promozione di una cultura dell'accoglienza, del rispetto delle differenze e della difesa delle libertà personali in ogni ambito del vivere civile.

Il Comitato Olimpico Internazionale ha proibito ad ogni atleta che salirà sul podio di promuovere o fare proprie battaglie di carattere politico. 

Vi chiediamo, però, di avere la sensibilità di dichiarare, in conferenza stampa o in qualunque altra forma riteniate opportuna, il vostro sostegno alle lotte per le libertà e i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali.

Voi, in quanto sportive e sportivi, vi fate promotori dei valori che lo sport fa propri, quali il rispetto e l'inclusione. Solo con uno sforzo comune di responsabilità e impegno si può riuscire a migliorare la vita di migliaia e migliaia di persone, in Russia, come in Italia.

Grazie per le azioni che riuscirete a fare e in bocca al lupo a tutte e tutti voi!

Paola Brandolini
Presidente ArciLesbica Nazionale

Olimpiadi invernali - Comunicato Stampa di Se Non Ora Quando




Comitati Se non ora quando che sottoscrivono questo comunicato stampa manifestano tutta la loro disapprovazione per la presenza del Premier Enrico Letta, alla Cerimonia Inaugurale del Giochi Olimpici Invernali di Sochi.

Con estrema delusione e disappunto dobbiamo constatare come il nostro Paese, ancora una volta, dia il segno di una totale insensibilità verso i diritti delle persone LGBT, pesantemente discriminate in Russia.

La presenza di Letta sottolineerà solo l’arretratezza nella quale si trova l'Italia, in tema di diritti alla persone LGBT e di omofobia.
La gravità dell'atteggiamento della Russia, lesivo dei diritti delle persone LGBT e quindi di diritti umani, imponeva una decisione diversa, come hanno fatto tanti altri Capi di Stato. Le donne lesbiche in Russia sono costrette a difendersi non solo dalla legge, ma da una cultura machista e che discrimina e costringe a vivere nell’ombra le persone omosessuali. Da sempre Se non ora quando è a fianco di Arcilesbica e delle associazioni impegnate nella difesa dei diritti LGBTI. Vogliamo, anche in questa circostanza, essere ancora al loro fianco, manifestando tutta la nostra disapprovazione per questa scelta

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