Minacce di morte a Seibizzi colpa anche dell'odio politico Arcilesbica Nazionale - 03/09/2013 - Comunicato stampa

Apprendiamo con sconcerto le minacce di morte ricevute, tramite social network, dalla consigliera Camilla Seibezzi, neodelegata del Sindaco per i “Diritti civili, Politiche contro le discriminazioni e Cultura lgbtq” di Venezia.
Negli scorsi giorni ha proposto di modificare la modulistica comunale inerente gli asili nido e le scuole dell’infanzia, introducendo il termine “genitore” a posto di “madre” e “padre”, per renderla più inclusiva e rispettosa delle molteplicità delle famiglie presenti.
Le minacce di morte, sulle quali sta indagando la Digos, sono l’esacerbazione di un clima di omo/lesbo/transfobia che ancora viviamo, questa volta legata alle famiglie omogenitoriali con figli, assimilati da Speranzon, assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, “organismi geneticamente modificati” che “vanno difesi dall’egoismo da chi li mette al mondo così”.
Le pluralità delle famiglie vanno tutelate, ed in Italia manca ancora una legge di parità che dia diritti e doveri a quei genitori che sono chiamati mamma e papà ma non sono contemplati nei documenti burocratici. A breve verrà discusso, alla Camera, il DDL omofobia: si spera possa portare ad avere uno strumento in più per la lotta contro queste manifestazioni motivate da odio.
ArciLesbica esprime piena solidarietà alla consigliera Seibezzi, che si sta battendo, nella città lagunare, per portare avanti le istanze di parità di diritti per i cittadini lgbtq.

Elena Toffolo, Segreteria Nazionale ArciLesbica

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