23 e 24 febbraio – Gaya, attenzione fragile (Anfiteatro e Controluce teatro)
“Ho aspettato un’eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa”. Agli affetti, al bisogno d’amore negato, nascosto perché “diverso”, rifiutato dalle convenzioni sociali, fa appello questo struggente monologo che mette a nudo, senza difesa alcuna, una donna, la sua infanzia, la sua adolescenza, vissute nell’ombra di una famiglia incapace di comprendere.
L’intimo monologo scritto da Giuseppe di Bello e interpretato da Elisa Carnelli Gaya, attenzione fragile. Donna che ama al femminile e il femminile, imprigionata da l’assurda convenzione secondo la quale l’amore può avere un unico senso di marcia. Dunque infanzia, adolescenza, coscienza di sé castrate e soffocate, vittime del buio della mente altrui.


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