Le associazioni LGBT esprimono soddisfazione per le recenti dichiarazioni di un politico locale

Il Sindaco di Treviso ha equiparato le coppie gay alle coppie eterosessuali. Se un amministratore del calibro di Gobbo pensa in modo paritario ai gay ed agli eterosessuali in prospettiva dell'applicazione di una multa nel caso di un bacio, allora è palese che potremmo sperare anche in un'equiparazione sul piano dei diritti. E' impensabile che un amministratore giusto ed equo miri solo all'acquisizione di denaro attraverso l'imposizione di gabelle che andrebbero a sottolineare le differenze tra le coppie gay e etero. "Il decoro va preservato e qui non ci piove", sottolinea Andrea Fossa di Shake, "ma se veniamo ritenuti uguali agli etero per le multe, allora perché non poter fruire di uguali benefici"?


Elena Toffolo - ArciLesbica Treviso 
Elena De Rigo -  Agedo 
Andrea Fossa - Shake LGBTE




Qui e qui potete leggere gli articoli, tratti da "La Tribuna" e "Il Gazzettino".

A different kind of woman


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CONCORSO SPOT 2011 SECONDA EDIZIONE

Quella…piace più alle donne che agli uomini.

Era un momento storico buio e tempestoso. C’era chi urlava: “Tu ruby, tu ruby!” e chi rispondeva: “Io lavoro, io lavoro!”. Le donne erano state rapite tutte e condotte nelle prigioni degli studi televisivi. Lì erano tenute prigioniere dalla Milizia Armata del Maschilismo. La M.A.M. le costringeva a lavori forzati di apparente quiete ma di intenso sforzo. Alle donne era vietato arrabbiarsi, dovevano essere svestite e accomodanti, al lavoro come in tram. Non dovevano sudare, né avere nessun pelo; era loro vietato interessarsi a lavori di bricolage o cambiare ruote bucate delle auto. Erano costrette a esibire le tette se le avevano floride e sode. Venivano scartate da ogni professione se le tette tali non erano o se ne erano quasi sprovviste. Se si adiravano non erano ascoltate, ma tollerate bonariamente come affette da premestruo. Non potevano indossare nessun tipo di indumento che non fosse rivolto a esaltare le loro forme, anzi coprirle se lontane dalla sacra legge della pubblicità. Vietato sembrare stanche o anemiche o troppo  abbronzate. Soprattutto era vietato sembrare intelligenti. Dovevano preoccuparsi di essere assolutamente femminili…, ma chi decideva la femminilità non era altro che la Milizia, così come la stessa decideva cosa fosse la maschilità. Il velinismo aveva lasciato deserte le città. Erano rimaste in giro solo alcune donne, di cui la M.M.A. si occupava pochissimo, quasi per nulla: non le considerava affatto donne, ma brutti esseri inutili. Tra loro ce n’erano di ogni tipo e anche quelle che piacevano più alle donne che agli uomini! Un diverso tipo di donna!