Comunicato stampa - ArciLesbica - 23 luglio 2010

La classifica della brutalità ci riguarda?
 La proposta di depenalizzare i reati sessuali di "lieve entità "sui minori non è passata nel progetto di legge sulle intercettazioni, in compenso la Consulta della Corte Istituzionale ha deciso che per i reati sessuali con donne e con minori e per gli abusi nell'ambito della prostituzione minorile si può ricorrere a misure alternative al carcere. Mentre Mara Carfagna protesta parlando di misure giustificazioniste e lontane dal sentire del Paese noi ci chiediamo: come è possibile che noi lesbiche, gay e transessuali continuiamo a venire individuati come quella parte di popolazione su cui tirare un bel colpo di spugna per fare pulizia? La decisione della Consulta, morbida e garantista nei confronti di pedofili e stupratori si accompagna, anche se non intenzionalmente, alle campagne di istigazione all'odio del senatore De Eccher e del sindaco di Spresiano, al rifiuto di un ospedale di Milano di accettare il sangue di un donatore omosessuale, alle infinite discriminazioni e aggressioni che colpiscono la nostra comunità. Se la Ministra delle Pari Opportunità afferma che non esiste e non può accettare una "classifica" della brutalità, per noi non è più accettabile venire individuati come un gruppo umano di serie b su cui fare impunemente speculazioni, campagne omofobe e proposte da pulizia etnica.
La nostra lotta per la cittadinanza e l'inclusione si inserisce a pieno titolo nel quadro generale delle lotte per i diritti civili e sociali in Italia. Come donne e come lesbiche stiamo pagando un prezzo molto alto sotto il profilo della sicurezza, del precariato, della vivibilità. Quale sicurezza, quale tutela per noi, doppiamente colpite come donne dal maschilismo e come lesbiche dall'omofobia? Dobbiamo chiedere a gran voce che tutti e tutte ci si assuma la responsabilità di combattere la facile campagna moralizzatrice che prende di mira i soliti capri espiatori per impedire ciò di cui il Paese ha davvero bisogno: un radicale cambiamento etico.

Ostilia Mulas - Segreteria ArciLesbica Nazionale
e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it

Gay malati e deviati?

La Tribuna di Treviso riporta un articolo riguardante alcune dichiarazioni del sindaco di Spresiano. 

Alcune sue frasi:

“I gay sono malati e deviati, hanno bisogno di aiuto psicologico”.

"Ma controlleremo anche i tanti trans che prendono in subaffitto gli appartamenti per prostituirsi. Dobbiamo recuperare certi valori e la nostra morale”.

"Questa non è la prostituzione femminile, questa è maschile e non può passare inosservata".


Gli atti osceni in luogo pubblico sono perseguibili penalmente, chiunque li compia, indipendentemente dall'orientamento sessuale, dal genere, dall'etnia o da altre differenze

Il primo cittadino di Spresiano coniuga questa pratica con il solo orientamento omosessuale, dichiara di voler recuperare i valori e la morale, e condanna molto di più la prostituzione maschile rispetto a quella femminile.

L'omosessualità è definita, dall'American Psychological Association come una"variante naturale normale e positiva della sessualità umana" e, dall'Organizzazione mondiale della sanità, come una "variante naturale del comportamento umano". Non esiste la voce "omosessualità" né nella classificazione ICD (classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, stilata dall'OMS) né nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, uno dei manuali diagnostici più utilizzati da psichiatri, psicologi e medici, di tuttol mondo).

Secondo, poi, quanto dice il Sindaco, la prostituzione maschile è peggiore di quella femminile, va condannata e perseguita. Peccato che molte donne sono schiave sessuali, e che le sue affermazioni sono dichiarazioni discriminatorie nei confronti delle donne, spesso vittime. 


Arcilesbica Queerquilia Treviso condanna queste dichiarazioni omofobe e sessiste, volte a discriminare le persone gay e le donne.




Il lupo in calzoncini corti su RAI 3

Novità per le curatrici del documentario, Lucia Stano e Nadia Dalle Vedove.

Il documentario.

I gay sono costituzionalmente sterili.
Questo è ciò che vorrebbero farci credere in Italia.

E’ tempo di ascoltare la voce delle famiglie omogenitoriali italiane.
E’ tempo di ascoltare la voce dei loro figli. Quei figli che non dovrebbero esistere.

“Il lupo in calzoncini corti” parla di loro. Anzi di più. Sono loro stessi a raccontarsi in questo film documentario che ha vissuto per due anni spalla a spalla con due di queste famiglie e i loro bambini.

Motolella bis



Il 25 luglio si terrà il "Motolella bis". Questo il percorso. Partenza p/zza del Grano (Piazza Giacomo Matteotti) a Treviso, giro per i colli del Montello e coneglianese e giù dritti al mare costeggiando il Monticano e il Livenza. Arrivo a Porto Santa Margherita (Caorle).Totale km 118 e 3 ore ca. di strada.Pranzo al rist. "Terrazza Mare" di Porto S. Margherita (Caorle). Costo di 30€. Prenotazioni entro il 21-07-10, acconto di 15€. Info e prenotazioni Ale 339-6338835, Anto 349-0827255