Teorie riparative: la scienza non ci "crede"

Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnìa, nazionalità, estrazione sociale, stato socio- economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. […]
(Articolo 4, Codice deontologico degli psicologi italiani) http://www.psy.it/codice_deontologico.html
A Brescia, nei giorni 21 e 22 maggio, il dott. Nicolosi, presenterà il convegno dal titolo “Identità di genere e libertà. Due giornate di formazione con Joseph Nicolosi, psicologo”. Questo corso è organizzato da AGAPO www.agapo.it (Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali), Alleanza Cattolica www.alleanzacattolica.org, Consultorio Delta www.consultoriodelta.ch, Gruppo LOT www.gruppolot.it, Living Waters Italia www.lwitalia.com, Living Waters Ticino www.livingwaterseurope.com, Medici Cattolici Brescia www.amci.org, NARTH www.narth.com, Nuove Onde www.nuoveonde.com, Obiettivo Chaire www.obiettivo-chaire.it, Scienza & Vita Brescia www.scienzaevitabrescia.org, Scienza & Vita Milano www.scienzaevita.org, con il patrocinio di Federvita Lombardia, Forum Associazioni Familiari Brescia, Forum Associazioni Familiari Lombardia, Identità Cristiana Brescia, Medicina & Persona, Movimento per la Vita Varese, Scienza & Vita Bergamo. Tra i rappresentati italiani presenti al convegno ci sono Chiara Atzori, Roberto Marchesini e Giancarlo Ricci.
Di seguito, la presentazione del convegno (tratto dal volantino):


L’Identità di genere
di fronte alla sfida delle teorie Gender

Esistono ancora i generi maschile e femminile? Oppure sono comprensioni obsolete del carattere sessuato dell’umanità, ormai superate e sostituite dalla riclassificazione in 5 o più “generi” legati all’orientamento sessuale? Tale riclassificazione, ideata nei rapporti Kinsey del secolo scorso, rappresenta oggi una delle radici culturali più pervasive della ideologia di genere (gender).
Secondo il pensiero “gender”, infatti, non esiste il sesso inteso come differenza ontologica tra uomo e donna, ma il genere sessuale sarebbe da ascrivere alla cultura e perciò liberamente opzionabile, se non addirittura da ignorare o abbattere, poiché gli stessi cinque generi (etero, omo, lesbo, bisessuale e trans) altro non sarebbero che espressioni convenzionali per indicare alcuni punti situati all’interno di un “continuum identitario” ai cui estremi opposti vi sono la figura del cosiddetto maschio identitario e della cosiddetta femmina identitaria.
Si tratta di un vero e proprio ribaltamento concettuale, gravido di conseguenze nella vita concreta di singoli e società.
Il Convegno intende mettere a tema l’importanza di tale ribaltamento ed esemplificarne le conseguenze a partire dall’esempio emblematico del modo con cui attualmente ci si approccia al fenomeno dell’omosessualità e di che cosa significhi offrire sostegno ed accoglienza alle persone che provano attrazione per lo stesso sesso.
Chi è Jospeph Nicolosi?
Psicologo americano, presidente del NARTH, promotore delle terapie riparative. Egli afferma che” L'omosessualità è un sintomo di un problema emotivo e rappresenta bisogni emotivi insoddisfatti dall'infanzia, specialmente nella relazione con il genitore dello stesso sesso. In altre parole: per il ragazzo che non ha avuto una connessione emotiva con il padre, e per la ragazza che non ha avuto attenzione emotiva da parte della madre, questo può indurli a sviluppare un sintomo di attrazione verso il proprio sesso, o omosessualità.” Inoltre, “La terapia riparativa è un particolare tipo di psicoterapia che è applicata agli individui che vogliono superare la loro attrazione omosessuale. E' una terapia particolare che guarda alle origini e alle cause di questa condizione, che aiuta il cliente a comprendersi, insegnandogli a capire cosa è successo nella sua infanzia, a capire gli eventi particolari che gli sono accaduti, specialmente nei termini delle relazioni con sua madre e suo padre, e ad andare oltre a tutto ciò... a sostenere il cliente nel creare quelle nuove relazioni che sono sane, che sono benefiche, e che compensano il vuoto emotivo che si è creato nel suo sviluppo. La terapia riparativa studia davvero a fondo le tecniche che sono più efficaci nel diminuire l'omosessualità di una persona e a sviluppare il suo potenziale eterosessuale.” Di seguito, riportiamo il link dell’intero colloquio con il dott. Nicolosi, contenuto in "Studi Cattolici" n. 525, novembre 2004, pp. 830 – 832 (http://www.narth.com/docs/normalita.html)Gli studi scientifici condotti per verificare questa ipotesi hanno dimostrato l’inefficacia delle stesse terapie riparative. http://www.psicologiagay.com/chi-ripara-e-chi-ha-bisogno-di-essere-riparato/

L’ordine degli psicologi italiano, già nel 2008, con un comunicato stampa (http://www.psy.it/documenti/Omosessualita_terpie.pdf), affermava che “Lo psicologo non deroga mai ai principi del Codice Deontologico nessuna ragione né di natura culturale né di natura religiosa, di classe o economica può spingere uno psicologo a comportamenti o ad interventi professionali non conformi a tali principi.
L’ordine degli psicologi della Lombardia, in merito al convegno di maggio, dichiara:
Gli psicologi italiani sono tenuti al rispetto degli articoli 3, 4 e 5 del Codice Deontologico, i quali ribadiscono, tra l’altro, come lo psicologo debba lavorare per promuovere il benessere psicologico, astenersi dall’imporre il suo sistema di valori e aggiornare continuamente le sue conoscenze scientifiche. Ricordo che anche le più importanti associazioni scientifiche e professionali internazionali, fra cui l’A.P.A.-American Psychological Association-, di cui lo stesso Nicolosi è membro, raccomandano di astenersi dal tentativo di modificare l'orientamento sessuale di un individuo e affermano che le terapie di ‘conversione’ o ‘riparazione’ dell'omosessualità sono basate su teorie prive di validità  scientifica e non hanno il sostegno di ricerche empiriche attendibili. Pertanto, condanniamo ogni tentativo di patologizzare l'omosessualità, che l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una ‘variante naturale del comportamentoumano” (Mauro Grimoldi, presidente Ordine degli Psicologi della Lombardia) http://www.opl.it/Allegati//Area%20stampa/Comunicati%20stampa/Comunicato_Ordine_Psicologi_Lombardia_def_14.05.2010.pdf

Le terapie riparative e i programmi di conversione hanno anche ispirato un film, But I’m a cheerleader (Gonne al bivio, 1999). Esso mette in scena, in modo satirico, attraverso il racconto di una ragazza costretta al campeggio “Giuste direzioni” per essere convertita all’eterosessualità, gli stereotipi legati al ruolo di genere, le costruzioni sociali e l’eteronormatività.

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